L’esplosivo SEMTEX H come trait d’union – Considerazioni ONG e situazione attuale.



Per avere un’idea del dilagare dal fondamentalismo islamico in Cirenaica, basti pensare che tra gli anni Novanta e il 2000 un miliziano di Al Qaeda su cinque operante in Iraq era di origine libica e, in particolare, proveniente dall’est del Paese.

La città di Derna è quella che storicamente in assoluto ha sempre fornito un gran numero di foreign fighter alla causa islamica. 

L’idea di società del rais, illustrata nel suo Libro Verde del 1977, appare laica e con diversi richiami alla “democrazia delle masse”.

https://insideover.ilgiornale.it/terrorismo/l-estremismo-islamico-in-libia-ai-tempi-di-gheddafi.html

Ma in questa visione, c’è anche spazio per un importante ruolo dell’Islam. Gheddafi non ha mai nascosto la portata centrale della religione musulmana nel suo progetto di unificazione del mondo arabo.

Tuttavia, la formazione nasseriana di Gheddafi gli ha sempre fatto condannare la linea dei Fratelli Musulmani. Inoltre, in più occasioni ha definito come “folli” coloro che hanno compiuto atti terroristici in nome dell’Islam.

Gheddafi ha condannato l’idea di portare la jihad in Europa: “Se noi oggi rivendichiamo il diritto di invadere l’Europa – ha dichiarato ancora in un’intervista ad Angelo Del Boca – Allora dobbiamo giustificare i Paesi europei che in passato ci hanno invaso”.

Bengasi Tripoli
Afghanistan Libia

Tripoli e Washington

A questo punto, letto l’articolo sopra, torniamo ad una notizia di oggi 7/11:

La trappola delle Ong e i “niet” dell’Europa. L’accordo con Tripoli unica carta da giocare

Ma la lezione più importante riguarda le mosse future. Da oggi in poi il governo deve essere consapevole che l’unica via per dribblare le trappole delle Ong e dell’Europa passa per la Libia. Se vogliamo bloccare il traffico di uomini dobbiamo tornare ad esercitare la nostra influenza nell’ex colonia rilanciando la collaborazione con la Guardia Costiera di Tripoli avviata nel 2017. 

https://www.ilgiornale.it/news/politica/trappola-delle-ong-e-i-niet-delleuropa-laccordo-tripoli-2082818.html

Tripoli, capitale della Libia

9 gennaio 2020

Un nuovo tentativo di citare in giudizio la Libia per aver fornito all’IRA l’esplosivo plastico Semtex durante i Troubles è stato lanciato dalle vittime e dai defunti in Irlanda del Nord.

Le richieste sono state presentate all’alta corte di Belfast giovedì per conto di due uomini che chiedono un risarcimento rispettivamente per l’attentato di Shankill Road del 1993 e un’esplosione su Falls Road, a ovest di Belfast, nel 1988.

Le vittime di altre atrocità dovranno presentare reclami la prossima settimana, compresi quelli colpiti dall’attentato del Giorno della Memoria di Enniskillen del 1987 e dalla cosiddetta “Bomba del Buon Samaritano” a Derry l’anno successivo.

https://www.theguardian.com/uk-news/2020/jan/09/fresh-attempt-to-sue-libya-for-supplying-ira-with-semtex-explosive-bombings-northern-ireland

Semtex – Libia

Tripoli – Trapani
(Rotta migranti)

9 settembre 2009

Gladio trapanese: tra mafia e servizi segreti

Fascicoli che potrebbero tornare a riaprirsi. Sono quelli che riguardano l’indagine sul centro Scorpione della Gladio trapanese. L’archiviazione per adesso rimane, da quando fu decisa dall’allora gip del Tribunale di Trapani, Alberto Gamberini, nel giugno del 2000, su richiesta del procuratore dell’epoca Gianfranco Garofalo e del sostituto procuratore Andrea Tarondo.

Ai magistrati venne a mancare una «pedina» importante, il capo del «Centro Scorpione», il maresciallo del Sismi Vincenzo Li Causi, ucciso, nel 1993, in circostanze misteriose in Somalia dove era andato in missione.

http://www.liberainformazione.org/2009/11/09/gladio-trapanese-tra-mafia-e-servizi-segreti/

27 aprile 2011

Semtex H, esplosivo militare, lo stesso del Rapido 904 (1984) e di via D’Amelio (1992). Nuova incriminazione per Riina

1984-1992, stesso esplosivo. Rapido 904 e via D’Amelio, 23 dicembre ’84 e 19 luglio ‘92, stesso esplosivo e stesso mandante, Totò Riina. Semtex H, un esplosivo militare. La storia di quel decennio, a metà del quale fu assassinato Mauro Rostagno nel 1988, è tutta ancora da scavare. La notizia dell’incriminazione di Riina, in quegli anni “acquartierato” con Brusca e Mariano Agate nel territorio di Trapani sotto l’ombrello dei Messina Denaro, è di oggi ed è frutto dell’inchiesta della Dda di Napoli. Qui di seguito il corriere online del 27.4.2011:

23 maggio 2019

E poi fantasmi che compaiono e scompaiono sullo sfondo del cratere aperto dall’esplosivo sull’autostrata tra Palermo e Capaci. Già, l’esplosivo: che tipo di esplosivo? “La verità che è stata accertata, mi sento di dirlo con cognizione di causa, è ancora una verità parziale“, ha dichiarato di recente il pm Nino Di Matteo ad Andrea Purgatori. In che senso una verità parziale? Cosa c’è che non sappiamo ancora del botto di Capaci? “La lettura analitica delle sentenze che sono state emesse ci porta a ritenere che è stato possibile – ma mi sento di dire altamente probabile – che insieme agli uomini di Cosa nostra abbiano partecipato alla strage, nel momento del mandato stragista, organizzazione ed esecuzione, anche altri uomini estranei alla mafia“, ha spiegato sempre il sostituto procuratore della Dna.

Tra le tante perizie stilate negli anni, ce n’é una di cui si parla poco: quella realizzata dall’Fbi.  Secondo gli americani, come ha ricordato Stefania Limiti su questo giornale, sulla scena del crimine c’erano tracce di “pentrite e rdx“. Elementi che si trovano nel Semtex, cioè un esplosivo di tipo bellico prodotto all’epoca in Repubblica Ceca e mai rilevato da altre perizie.

Chi è che lo procura agli uomini di Cosa nostra? Non si sa, visto che nessun pentito di mafia ha mai parlato di Semtex.

Perché? In passato, rispondendo a questa domanda, la procura nazionale Antimafia aveva ipotizzato l’esistenza di un “secondo cantiere” della strage, di supporto a quello targato Cosa nostra, ma con un’origine diversa da quella mafiosa. Da una parte i mafiosi con le bombe della seconda guerra mondiale, dall’altra personaggi senza volto con l’esplosivo militare. Un’ ipotesi sempre scartata dagli inquirenti di Caltanissetta.

https://www.vocidallastrada.org/2019/05/giovanni-falcone-i-misteri-della-strage.html?m=1

Torniamo al tassello mancante:
Vincenzo Li Causi
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Li_Causi

reclutato nel 1974 dal SID, il Servizio d’intelligence italiano[2]; si specializza in radio e telecomunicazioni. Li Causi, con lo scioglimento del Sid nel 1977, entra a far parte della VII Divisione del SISMI (i Servizi segreti militari), che aveva anche il compito di gestire la struttura di Stay-behind, ovvero Gladio, un’organizzazione clandestina paramilitare promossa dalla NATO per contrastare un’eventuale invasione sovietica dell’Europa occidentale. 

Dal 1º ottobre 1987 al 1990, con il grado di maresciallo aiutante, fu al Centro Scorpione di Trapani, una delle cinque sezioni operative della VII divisione del SISMI, cellula siciliana di “Gladio“,[4] asseritamente contigua all’associazione Saman di Francesco Cardella.

Inviato più volte dal 1991 in missione Somalia per il SISMI, ebbe rapporti con la giornalista Ilaria Alpi, uccisa a Mogadiscio nel 1994, della quale Li Causi sarebbe stato un informatore su una sua inchiesta su traffici di armi e scorie radioattive.

Li Causi muore nel paese africano, in un agguato nel novembre 1993 a Balad, durante la Missione Ibis II, nel corso di un’imboscata tesa da alcuni militanti somali.

Le dinamiche dell’agguato non sono ancora del tutto chiare anche perché il giorno dopo egli avrebbe dovuto far ritorno in Italia x comparire davanti al giudice Felice Casson in merito a Gladio, l’operazione Stay-behind e il traffico di armi e scorie nucleari in Somalia.

18 settembre 2022

Strage di Alcamo Marina, l’Antimafia esclude la pista di Gladio: “Le cause? Traffico di materiale nucleare verso la Libia”

il Gruppo di Lavoro ha tentato gli opportuni approfondimenti anche sulla cosiddetta “pista Gladio”, sia con escussioni sia con acquisizioni mirate sui Battaglioni di Sicurezza e sulle Scorte Speciali di Copertura in funzione Stay Behind, non omettendo attività istruttorie anche nei confronti del noto Centro Scorpione, del RAC di Trapani e del Nucleo di Santa Ninfa, senza ottenere alcun elemento a detrimento del filone emergente e consolidatosi durante le attività condotte dalla presente Commissione”

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/09/18/strage-di-alcamo-marina-lantimafia-esclude-la-pista-di-gladio-le-cause-traffico-di-materiale-nucleare-verso-la-libia/6807284/

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